Dopo gli occhi, è il momento del polso: il morbo di De Quervain

Ieri vi ho raccontato del mio laser agli occhi, anzi, della mia avventura con il laser agli occhi risalente all'ottobre/novembre 2012.

Non contenta del primo cambiamento, a febbraio 2013 ho comprato casa e, ancora insoddisfatta, mi sono fatta venire la tendinite al polso sinistro.

Siamo nel luglio 2013. I primi sintomi si presentano come un indolenzimento al polso sinistro che tento di far passare con Voltaren o simili, ma senza risultati, così passo all'azione con Aulin, OKI o altra roba simile, ma ancora niente.

Dopo due settimane di dolore via via crescente e dopo una capatina in farmacia dove mi danno una pomata antinfiammatoria (immaginate che a luglio io non potevo far prendere il sole al polso, pena eritema... in pratica avevo un polso a pois rossi) anch'essa senza risultato, inizio le mie ricerche su internet e, confrontando i sintomi con quello che vedo su wikipedia, mi autodiagnostico il Morbo di De Quervain. La diagnosi è molto semplice e si fa con il test di Finkelstein:



Flettere il polso in questo modo è dolorossissimo, da lacrime agli occhi per una come me che ha una soglia del dolore piuttosto alta.

Così prendo appuntamento dall'ortopedico e, grazie alla convenzione aziendale e all'assicurazione, fisso l'appuntamento nel giro di pochi giorni. Autodiagnosi confermata: morbo di De Quervain.

La cosa divertente è che è tipica delle neo mamme (o nonne) che hanno sempre in braccio il loro cucciolo (infatti veniva chiamata tendinite delle balie), delle pianisti e delle dattilografe. Parlo al femminile perché colpisce prevalentemente donne.

L'ortopedico mi consiglia di approfittare delle imminenti ferie per far riposare il polso, visto che i mio caso, probabilmente, è riconducibile all'uso del computer e della tastiera.
Effettivamente durante le vacanze, anche se di poco, il dolore regredisce, ma appena rientrata in ufficio si scatena l'inferno.

Rientro a lavoro il 3 o 4 settembre (non ricordo esattamente) e già il giorno dopo ho la mano completamente bloccata dal male, del tutto inutilizzabile. I movimenti più dolorosi? Girare le pagine, aprire la porta di casa, utilizzare le combinazioni di tasti tipo ALT+F2 (che nel nostro gestionale in ufficio si usano tantissimo). Le "trazioni" non mi provocavano alcun dolore, le rotazioni erano fitte improvvise da farmi lacrimare gli occhi e dovermi fermare per qualche minuto.

L'apice del dolore si raggiungeva al mattino con i primi movimenti.

Dalla disperazione, la sera corro al centro commerciale per comprare un tutore che mi immobilizzi il polso e mi permetta di non sentire tutto quel male. L'ho provato e comprato senza neanche chiedere il prezzo (più di 90€ per la cronaca, ma non mi importava, sono tra i soldi meglio spesi della mia vita).



Il giorno dopo prendo appuntamento per l'ecografia (grazie ancora assicurazione sanitaria) e, poco dopo, dal chirurgo della mano. Il mio medico di base mi consiglia di andare alla Multimedica di Sesto San Giovanni dove il primario è un luminare di questo specifico ambito, Giorgio Pajardi. Chiaramente io non ho la visita con il primario, ma con un chirurgo del suo staff, il dott. Andrea Ghezzi che, nonostante la giovane età (è del 1980) ha già un invidiabile curriculum (qui) ed esperienze finite agli onori della cronaca (tipo riattaccare un braccio). È anche un allenatore di fitness.

Per deformazione professionale, non potevo esimermi dal fare questo tipo di ricerca: io voglio sapere con chi ho a che fare.

Vado alla visita dal dott. Ghezzi con la mia bella ecografia (ed il tutore da 90€) che confermava già senza alcun dubbio il morbo di De Quervain e la prima cosa che mi dice è che si tratta di una diagnosi talmente semplice che non sarebbe stato necessario fare l'ecografia, comunque, visto che l'avevo fatta, la guarda ed esclama:

Vede? È evidente!

Io lo guardo perplessa e gli dico:

Per sapere che così non va bene, dovrei sapere com'è un polso sano.

Io vedevo solo macchie grige di varie tonalità, altri che tessuti molli!

Mi dice che il mio polso va operato se voglio risolvere la situazione, ma che la lista d'attesa è piuttosto lunga, sicuramente non prima di dicembre. Ma io ho la Santa Assicurazione che mi assiste!

Allora prima, molto prima.

Tempo una settimana (6 giorni per la precisione), il 2 ottobre del 2013 entro in ospedale per l'intervento in day hospital.



A parte il laser agli occhi, non avevo mai subito interventi, non ero mai stata in ospedale dopo la nascita.

La mia camera è nel reparto solventi, una sorta di grand hotel con stanze private di circa 40 metri quadri dotate di letto a una piazza e mezza, bagno privato con doccia e spazzolino da denti, TV, frigorifero, armadio, cassetta di sicurezza, divano per gli accompagnatori. Due infermiere per due pazienti.

Mi rifiuto di presentarmi in pigiama, a parte il polso, io non ero mica malata. Così arrivo in tuta e passo la mattinata a guardare il discorso di insediamento di Letta e a vagare per il corridoio.

Verso le 14 finalmente è il mio turno e salgo sul lettino per essere portata in sala operatoria. Salgo perché ci salgo da sola, come da sola mi sposto sulla barella facendo forza anche sul polso dolorante.

Arriva il giovane chirurgo in scarpe da ginnastica bianche, molto ben voluto dalle sue assistenti infermiere che gli chiedono come sta la moglie... ed io penso:

dovresti aggiornare il profilo facebook, hai ancora scritto "fidanzato ufficialmente"

...solo che i tranquillanti iniziano a fare effetto e mi sento come se avessi bevuto 2 mojito di seguito, quindi quando mi fa vedere la foto del suo cane, ci manca poco che non gli dica: "Ah, Thor, l'ho visto su facebook!"



...col rischio di sembrare una stalker, quando in realtà si tratta solo di deformazione professionale (poi non è colpa mia se il chirurgo istruttore di fittness mette come foto social una a petto nudo, mica gliel'ho detto io!).

L'intervento dura pochissimo, circa 15' nei quali l'infermiera anziana spiegava il lavoro all'infermiera giovane e lui, il giovane chirurgo, fa tutto da solo:

Per un De Quervain, no, non ho bisogno di nessuno!

Rimane anche meravigliato da come era conciato il mio tendine, visto che avevo dato un dolore con punteggio 7 (su una scala da 1 a 10), ma evidentemente per lui doveva essere molto più di 7. L'ho detto, ho una soglia del dolore alta!

Per essere una imbottita di tranquillanti, mi ricordo molte cose... tranne che sono appena stata operata, infatti, quando devo tornare sulla barella con le rotelle per andare in reparto, istintivamente punto la mano per fare forza sui polsi e spostarmi dall'altra parte, provocando una reazione isterica dell'infermiere che mi blocca appena in tempo. Ecco, spostarsi da una barella all'altra usando una sola mano, non è stato affatto facile.

Vengo dimessa poco dopo da una dottoressa al suo primo giorno di lavoro che si dimentica di dirmi che gli appuntamenti per i controlli e la fisioterapia erano già tutti fissati. Mi dice le medicine che devo prendere ed io non ci capisco niente.

La mattina dopo questa è la mia mano:



Il dolore è marginale ormai, riesco a scrivere anche al computer senza tutore e chiamo l'ospedale per fissare i controlli e la fisioterapia. Prendo tutti gli appuntamenti e, poco dopo, mi arriva la telefonata di un'infermiera che mi dice che erano già tutti fissati, quindi me li ha cancellati e mi dà le nuove date insieme al numero di telefono del chirurgo che si scusava per aver mandato la sua collega a dimettermi. Mi avrebbe tolto lui personalmente i punti.

Il 4 ottobre, due giorni dopo la mia mano sembra letteralmente una salsiccia:



...ed il polso è ricoperto di lividi:



I lividi non mi preoccupano, ma la mano a salsiccia sarà normale? Boh... posso allargare la fasciatura elastica o me la devo tenere così stretta?

Io odio telefonare, mi sembra di disturbare la gente... così, prima di allentantare il tutto, mando la foto al chirurgo su whatsapp (ora la sua foto profilo è quella di un cresciuto Thor avvolto nell'accappatoio). Premesse a parte:

"La fasciatura mi stringe e, soprattutto di sera, mi dà fastidio. Nella parte che riesco a vedere, ho dei segni tipo quello che lasciano i calzini sulle caviglie in estate. Devo resistere o posso farmela allargare un po'?

Risposta (in sostanza, in realtà è molto più formale e lunga): lo può allargare.

Meno male!!!

6 ottobre, la mano inizia a sgonfiarsi:



Inizio anche la fisioterapia per riabituare il pollice a movimenti normali:

10 ottobre
Fare l'uncino fa male (è uno degli esercizi che mi ha dato la fisioterapista), ma almeno la mia mano non è più un cotechino!

15 ottobre, dopo la medicazione:



Ricordo quando sono andata a togliere i punti che ha guardato il mio polso con aria soddisfatta, come un pittore che osserva la sua opera d'arte appena finita.

18 ottobre, la ferita inizia a guarire (e i peli a ricrescere):



24 ottobre:



18 marzo 2014

Aspetto della cicatrice dopo 6 mesi:



Da questo momento in poi non ho più aggiornamenti fotografici sul mio facebook, quindi non mi resta che farvi vedere la mia cicatrice oggi:



Il giovane dottore è, tra l'altro, un chirurgo plastico e ha utilizzato punti estetici, allineando il taglio alle naturali pieghe della pelle. Se ci fate caso, nel lato a sinistra sembra che la cicatrice continui a fare il giro del polso, in realtà quella riga l'ho sempre avuta ed è solo una piega.

Io ho scelto di andare in un'ospedale dove sono specializzati in chirurgia della mano, ma conosco persone che si sono fatte operare da ortopedici e hanno una cicatrice lunga il doppio della mia e... nell'altro senso, come in questa foto:



Non sono un medico e non ho le competenze per giudicare, credo si tratti di due tecniche differenti.

Io, nel giro di poco tempo, ho recuperato la piena funzionalità della mano. Il mio chirurgo-istruttore di fitness mi ha consigliato, per i primi tre mesi, di non caricare il polso con pesi ed esercizi sulle braccia (quale migliore scusa per non fare flessioni & c.) e poi di ricominciare lentamente.

In parole povere, il morbo di De Quervain, da quanto ho capito, è un'infiammazione del tendine che congiunge il polso e arriva fino alla spalla, se trascurato può portare all'immobilità dell'intero braccio. Il tendine si infiamma e si ingrossa e finisce per non riuscire più a passare da una guaina che c'è all'altezza del polso. Il chirurgo non fa altro che aprire questa guaina e, chiaramente, poi il tendine ci passa e l'infiammazione regredisce pian piano.

Nella vita di tutti i giorni, dopo poche settimane riuscivo a fare tutto senza problemi. Qualche problemino in più l'ho avuto in palestra perché 6 mesi di immobilità (3 prima dell'intervento per il dolore e 3 dopo) hanno inevitabilmente fatto diminuire la massa muscolare del mio braccio, così con la sinistra facevo fatica a fare gli esercizi anche con i pesetti da 1 kg! Tutte le posizioni del pilates con il peso sulle mani, visto che io peso più di 1 kg, erano faticossissime!

Anche se sono passati quasi 3 anni, voglio ringraziare qui il Dott. Andrea Ghezzi e tutte le fisioterapiste che mi hanno insegnato gli esercizi per la mia mano.
Poco tempo dopo ho avuto a che fare per lavoro con il professor Pajardi e sua moglie, con il mio collega commerciale che mi voleva spiegare chi fosse!
Ho scritto questo articolo per raccontare la mia esperienza, non ho alcuna competenza medica. Quindi non autodiagnosticatevi nulla, rivolgetevi sempre a personale competente.

Commenti

scrittore5-5 ha detto…
Sono ospedaliero-terrorizzato. Ma leggerti non è male!! ☺️☺️ ho letto il tuo profilo, siamo quasi-colleghi (ma rimane un segreto)
Oriana ha detto…
:D io cerco di trovare il lato positivo di ogni cosa... e la camera era fantastica, mi sentivo ricca!
p.s. non è che sei dipendente di uno dei nostri soci di maggioranza?
scrittore5-5 ha detto…
Beh si, fai bene!!
Ps No, altro settore :)
clipax ha detto…
Ma la tuta che indossavi all'ospedale era la adidas in acetato? Così tanto per divagare...
Oriana ha detto…
No!!! È di cotone di Deha
clipax ha detto…
Pareva l'altra. Comunque la cicatrice è uno spettacolo.
mchan84 ha detto…
La cicatrice è una figata! Nel senso che quasi non si vede più.
Io ho ancora la cicatrice da ustione con la griglia del forno fatta nell'ottobre 2014 (so la data perché sono andata ad un concerto il giorno seguente con il polso fasciato nella pellicola per alimenti per trattenere tre dita di Prep, che dolore!).
Anch'io sono stata davvero poche volte in ospedale per me stessa (una), tocchiamo legno :-P, ma per fortuna nessuna cicatrice. Il dottore aveva opzionato un'operazione, ma poi per fortuna si è risolto tutto con della semplice ingessatura. Pur di non dover andare sotto i ferri mi tenevo il dito rotto :-P
Mchan
Ps: Momento spettegolezzo: le opzioni per la dimenticanza del cambiare lo stato su Facebook possono essere tre: o non lo usa poi tanto spesso oppure si è inventato il matrimonio con le infermiere un po' troppo invadenti oppure ancora la chiama moglie quando in realtà convivono e basta. Qui si usa spesso dire mia moglie/mio marito quando invece si convive solamente, specialmente quando si è over 30 o con le persone più anziane che potrebbero guardarti torvo se a 40 anni suonati parli ancora di convivenza.
ispaceligth ha detto…
Mi dispiace per quello che hai passato, però sono felice che adesso non provi quasi alcun dolore e non e rimasto quasi alcun segno =)
Oriana ha detto…
male a parte, devo dire che mi sono divertita! non l'ho scritto nell'articolo, ma quando ho fatto vedere alle mie amiche la foto del "giovane dottore" che mi avrebbe operato, volevano accompagnarmi tutte.... ahahahah in ogni occasione bisogna trovare il modo di divertirsi!
Beh, quando ho urlato dietro a mia madre e al mio capo di lasciarmi stare perché non riuscivo neanche a muovere la mano, lì non mi sono divertita per niente! ahahahahah
ispaceligth ha detto…
Hahaha, ci vuole il sorriso in tutte le situazioni;)
[…] qualche giorno e gli ho risposto di no. Un’altra volta è stato dopo che ho operato un polso (leggi qui)… dopo mesi di tendinite probabilmente dovuta all’uso del computer, mi hanno operato e […]
franco carlini ha detto…
Ciao! Ho letto con interesse il tuo racconto, credo che a breve dovrò sottopormi allo stesso intervento. Una domanda: Lavoro in ufficio quindi utilizzo costante di tastiera+mouse, dopo quanto tempo sei rientrata al lavoro? Grazie e a presto!
Oriana ha detto…
Io sono rientrata a lavoro dopo una settimana, ma a piccole dosi il pc puoi iniziare ad usarlo subito. Idem guidare.
Il male del post intervento è niente rispetto al pre!
Maria Gerarda Granieri ha detto…
Buonasera Oriana! Innanzitutto complimenti per il tuo blog. Mi dispiace che hai dovuto affrontare questa patologia. Volevo chiederti qualche informazione: il post-operatorio è particolarmente doloroso? Poi mia madre lavora come insegnante e vorrebbe sapere dopo quanto tempo le sarebbe possibile rientrare a scuola. Considera che ha 63 anni, dunque i tempi di ripresa potrebbero essere un po' più estesi.
Grazie mille, un abbraccio 😘😘
Oriana ha detto…
Ciao!
Il post operatorio non è per niente doloroso. Io sono rimasta a casa una settimana perché lavoro col computer, ma fin da subito è possibile riprendere a fare tutto... tranne sovraccaricare il polso (niente flessioni sulle braccia né tenere bambini in braccio)
francesca filippini ha detto…
Ciao Oriana! iI 2 ottobre vengo operata anch'io, volevo chiederti se l' anestesia al polso è vero che "brucia " un po' e se insomma hai avuto momenti di dolore anche dopo , in caso ti hanno prescritto qualche farmaco ? e quando hai tolto i punti il taglio si era rimarginato completamente ? ah dimenticavo il tuo articolo è stato interessante e preciso ! grazie
Francesca
Oriana ha detto…
Ciao Francesca.
No, non ricordo bruciore per l'anestesia.
Dolore un po' dopo lunghi sforzi, ma non mi sono risparmiata su nulla. Tre giorni dopo l'operazione ho guidato per tre ore, ma non ho preso farmaci. Mettevo solo il ghiaccio (andavo in giro con una piccola tavoletta di quelle che si mettono nelle borse termiche). Sopportabile, insomma.
Quando il chirurgo mi ha tolto la benda, i punti erano già venuti via da soli (erano punti estetici) e la ferita rimarginata... chiaramente ancora arrossata.
Francesca ha detto…
Grazie!